Amalia da ragazza si era appassionata di astrologia e non pensava minimamente che gli astri le avrebbero cambiato e rovinato la vita.
Tutto iniziò all’età di sedici anni, quell’età terribile dell’adolescenza. Quell’età dove tutto è incerto e tutto è rabbia, dove niente mai va bene, fuori sei spavaldo e dentro pieno di insicurezze. E Amalia di insicurezze ne aveva tante, non amava il suo corpo, un corpo rotondo e non molto alto, un viso segnato parzialmente dall’acne adolescenziale. Tutte queste componenti non facevano altro che peggiorare la sua situazione caratteriale di introversione e incertezza.
Non aveva avuto una vita facile Amalia. Dopo la sua nascita, i genitori l’avevano affidata ai nonni per un lungo periodo di tempo, in quanto loro lavoranti all’estero. Poi a undici anni andò a vivere con i suoi genitori, ma il rapporto non fu facile. Quei genitori sconosciuti e idealizzati per lungo tempo e anche lei figlia sconosciuta e idealizzata da parte loro. Non fu facile iniziare a vivere con loro. E poi vita con i genitori, nuova città, nuova scuola. Praticamente un trauma fortissimo.
Amava leggere Amalia, le era sempre piaciuto, fin da bambina. La sua situazione familiare però non era delle più floride anche sul piano economico: suo padre tornato in Italia lavorava come operaio e dopo un po’ arrivò la cassa integrazione. Sua madre si arrabattava come sarta e a servizio come domestica. Questa situazione familiare la condusse a prendere una decisione drastica, smettere di studiare e cercarsi un lavoro. E non fu facile trovare un lavoro con un semplice diplomino professionale.
Un giorno un’amica la portò da Rosalba, una ragazza diciassettenne, appassionata di astrologia. Amelia, curiosa e soprattutto bisognosa di sperare in un futuro diverso, si fece fare l’oroscopo e ascoltando questa ragazza parlare di astri e pianeti, si fece prendere e si appassionò.
“Tu sei dominata dal pianeta Luna”, le disse Rosalba guardando il suo tema natale. “Con la dominante Luna, sei volubile e portata ai cambiamenti di umore. Questa Luna in Ariete poi ti rende impulsiva ma ti porterà anche al successo. Successo che arriverà lentamente molto lentamente”, continuò, “In più la scrittura sarà una tua grande amica”.
Amalia era una sognatrice, pur non essendo felice della sua vita sognava un futuro fatto di lavoro e denaro, ma anche di un principe azzurro, di un ragazzo che l’amasse. Studiare il tema natale l’aiutava a sognare e a sperare. Ci credeva nei transiti e non pensava mai che i transiti planetari le avrebbero altrettanto rovinato la vita. Sì, perché quei giri di Saturno, Urano, Plutone quando erano negativi di fatto la facevano stare male, le mettevano ansia. Tuttavia, non riusciva a smettere, per lei era diventata come una dipendenza.
Ma poi si accorse che non esistevano solo i transiti positivi. Saturno era il maestro delle prove, aveva letto sui libri, Urano il pianeta degli imprevisti e delle rivoluzioni della vita. Plutone che scava dentro…e ogni volta che vedeva un quadrato, un’opposizione, un transito negativo dentro di sé avvertiva una sottile paura a cui non voleva dare peso ma che però subdolamente arrivava tutte le volte che si apprestava a leggere il suo tema natale.
Pian piano quelle paure si fecero sempre più forti, la dipendenza dagli astri se da un lato la avesse fatta sognare dall’altra le avrebbe aggravato la sua situazione interiore di insicurezza ed emotività.
Senza accorgersene stava andando verso un punto in cui non avrebbe più retto.
E questo punto di non ritorno arrivò verso i ventisette anni. Amalia non era riuscita ancora a trovare una sua stabilità professionale e affettiva. Lavorava, ma non erano lavori stabili. Tutti lavori a contratto determinato.
Affettivamente aveva avuto relazioni che l’avevano fatta stare male e anche ora viveva una relazione con un ragazzo da cui non riusciva a staccarsi, nonostante la facesse stare male. Più volte aveva provato a lasciarlo, ma poi ritornava di nuovo con lui. Nonostante lui più volte la trattasse a suo uso e consumo, Amalia non riusciva a lasciarlo. Di fatto Amalia, non amava sé stessa, non si stimava ma non lo aveva capito. Ma niente accade per caso e così la sera del 12 agosto, sola sulla spiaggia a piangere per il comportamento di Stefano, guardò il cielo e vide una scia luminosa che la fece sobbalzare.
Una voce dietro di lei le disse: “Ciao, stai ammirando le Perseidi?”
Amalia si voltò di scatto. Dietro di lei seduto su uno dei lettini da spiaggia, un ragazzo.
Amalia si asciugò le lacrime con il dorso delle mani, era imbarazzata e allo stesso tempo spaventata nel trovarsi vicino a un ragazzo sconosciuto.
“No, non proprio. Stavo solo osservando il cielo”
“A volte le Perseidi arrivano proprio quando non le aspetti. Come volessero ricordarti qualcosa”
Amalia non sapeva cosa dire. Lei non conosceva le Perseidi, lei del cielo conosceva solo i pianeti dal punto di vista astrologico, i segni zodiacali. Si vergognò in quel momento della sua ignoranza e allo stesso tempo pensava a quel “qualcosa”.
Per superare quel senso di vergogna rispose: “Le Perseidi? Sei un astronomo?”
“No, non sono un astronomo. Sono solo un appassionato di astronomia, come lavoro sono un impiegato pubblico”, rispose.
Strana la vita, pensò Amalia. Io guardo le stelle e cerco di interpretarle alla ricerca di risposte nella mia vita e mi trovo ora qui su questa spiaggia con uno appassionato di astronomia, uno di quelli che se gli dico che faccio i temi natali mi prende sicuramente in giro.
Presa da questo pensiero evitò di dire la sua passione per l’astrologia.
Nel frattempo, un’altra scia luminosa cadeva dal cielo.
“Parlami delle Perseidi”, disse Amalia. “Non ne so nulla”, aggiunse.
E in questa richiesta c’era della verità. Lei non sapeva nulla di meteore e stelle cadenti a livello scientifico.
“Ok, le Perseidi sono delle meteore, minuscoli frammenti di una cometa. Nel periodo da fine luglio al 20 agosto sono attive, con un picco fra il 10 e il 13 agosto. Il loro nome astronomico deriva dalla costellazione di Perseo, l’origine linguistica è legata invece all’eroe greco Perseo. Perseo che sconfisse la gorgone Medusa, colei che pietrificava chi la guardava. Perseo che ha liberato Andromeda incatenata a una roccia sul mare”, le spiegò.
E mentre lui le raccontava queste cose, Amalia pensava al fatto che il periodo che durava da fine luglio al 20 agosto per lei rappresentava solamente il segno zodiacale del Leone. Il sole in Leone, la forza, l’orgoglio e il forte ego tipico dei nativi di quel segno. Un senso di vergogna le arrivò addosso come una grande onda ma non voleva che lui se ne accorgesse.
Eppure, dietro quella vergogna c’era qualcosa di nuovo che si muoveva in lei: un desiderio di capire, di scoprire un altro lato delle stelle a lei completamente sconosciuto.
Sconosciuto, un termine che quella sera stava entrando nella sua vita. Era su una spiaggia a parlare con uno sconosciuto e di un cielo sconosciuto, che non conosceva. Un cielo affascinante, che per la maggioranza della gente era solo un esprimere un desiderio alla stella cadente.
Un’altra scia luminosa attraversò la volta celeste, Amalia a quel punto disse:
“Come ti chiami? Siamo solo noi due qui su questa spiaggia a parlare del cielo. Tu mi parli delle Perseidi e il loro picco in questo 12 agosto, per me invece questo è solo il periodo del solleone e del segno del Leone. Tu guardi le stelle per capire come funzionano, io guardo le stelle per cercare una direzione nella vita, delle risposte”.
Lui rimase in silenzio per un istante, poi prese a parlare:
“Mi chiamo Lorenzo e ho lasciato tutti gli amici a ballare nello stabilimento balneare. Io non amo ballare”, disse. “Sono uscito a rimirar le stelle”, disse ridendo.
A quella citazione Amalia rise, si presentò e poi disse:
“Io stasera ho avuto un altro litigio con il mio ragazzo. Mi tratta male. Mi cerca, ma poi mi tratta male. E dopo questi litigi ne esco fuori umiliata, ferita. Prima che arrivassi tu, piangevo. L’oroscopo dice che quest’anno è l’anno della rivoluzione, del cambiamento. Evidentemente è un cambiamento negativo, anni e anni che studio oroscopi e non sono ancora capace di capirne il significato, visti i risultati”.
“Amalia, non è colpa delle stelle se ti trovi in questa situazione e neanche colpa tua. Spesso cerchiamo risposte negli oroscopi, nelle carte per non guardare dentro noi stessi e cercare la soluzione ai problemi dentro di noi. E tu meriti qualcuno che non ti faccia piangere su una spiaggia”
Una Perseide attraversò ancora il cielo.
Rimasero in silenzio a guardare quella stella, ad ascoltare lo sciabordio delle onde, l’aria fresca sfiorava le loro spalle portando con sé l’odore del mare e qualcosa di nuovo: la possibilità di un inizio.
“Grazie”, disse Amalia.
In quel momento il silenzio si fece ponte fra due sconosciuti che, per una notte avevano deciso di guardare lo stesso cielo.
