Vai, e ti dilati oltre ogni confine;
Non sta a me, certo, capire
Dove vanno le tue correnti.
Ti guardo ma non ti vedo davvero,
Sei luce che confonde le ombre,
Non dichiara distanze,
Punto un punto e in realtà è grande
Quanto gli occhi che non avrò mai.
Vorrei, dico vorrei ma non posso
Numerar le tue stanze,
È un istante: io entro
E loro si fanno immense,
Mutano sembianze,
E implodono, e poi esplodono,
E non mi resta che stare a guardare
E sperare che da qualche parte
In questo universo,
Mentre una stella muore
Un’altra veda la luce di un qualche sole,
E vada, e si dilati oltre ogni confine,
Che la notte non è buia
E non sta a me farti capire
Che la luce che non vedi è sempre lì,
Dall’altra parte dell’onda che non segui,
Che se provi a incastrarla t’affonda nel nero
E ti ricorda che sei essere umano,
Che il vuoto che vedi
Non è spento, o cieco:
È solo lontano.
