Alzo gli occhi verso il cielo stellato
dalla sua bellezza rimango ammaliato,
mentre contemplo l’infinito firmamento
piccolo come un bambino nel cuore mi sento.
Mi sorride la luna piena, solitaria e luminosa
di giocare con me desiderosa:
uno, due, tre…
inizio la conta appoggiato al muretto
e, come al solito, faccio il furbetto,
quattro, cinque, sei…
con un occhio senza farmi scoprire
dalla sua destra la scorgo sparire,
sette, otto, nove, dieci…
di contare ho finito, la vado a cercare
ma la sua luce nel cielo non riesco a trovare.
Scruto con attenzione ogni nuvoletta
lì potrebbe nascondersi in maniera perfetta,
poi un soffio di vento e all’improvviso
da sinistra riappare una parte di viso.
L’ho trovata, le grido: “Tana”
vorrei toccarla ma è troppo lontana;
s’è divertita, mi sorride di nuovo
così torno a contare
e ricominciamo a giocare.
