PiccoleP Piccole, lucenti, ardenti stelle
che molto a lungo invéro contemplai,
luce mi foste come tante facelle
per quel sentiero su cui m'inerpicai.
Quante volte cercai con le mie mani,
invano, al buio la felicità,
con negli occhi la paura del domani
che senza di lei, per me, non ci sarà.
Come fuor dal suol natìo
l'emigrante si sente uno straniero,
così di questo mondo, senza l'Angiolo mio,
mi sento un eterno prigioniero.
Quanto lungo m’è il penar in questa vita
che s'accompagna al mio muto martirio.
O! voi Altair, Mizar, Deneb, Sirio,
fredde compagne della mia ardua salita,
deh! indicatemi la strada per colei
che tanto amai nel vigor degli anni miei.
