Beato mi crogiolo in un bel sogno
dove cavalco la coda d’una cometa,
sulla scia luminosa verso l’infinito
fino a scrutare i confini dell’ignoto.
Rincaso dopo un duraturo viaggio
fidando di trovare una terra diversa
da quella aberrante che ho lasciato,
col timore di non ritrovarla affatto.
E rieccomi nel solito povero mondo
ancor più offeso dall’umana iniquità,
dove il potere, le guerre e i soprusi,
restano tuttora il tirannico signore.
Ma ecco l’impeto d’un altro diluvio
a originare una sacrosanta apocalisse,
così da rinascere dalle proprie ceneri
in un’estrema opportunità di vita.
Mi risveglio e con sommo conforto
riscopro ancora integro il mio cosmo
che, pur tra mille prevaricazioni,
ha sempre tempo d’essere salvato.
Un sogno ch’era cominciato bene
trasformatosi, ahimè, in un incubo
e, pure dopo aver aperto gli occhi,
un tormento è rimasto nella realtà.
La speranza non dovrebbe morire
ma siffatto uccidiamo anche lei
e di morti ne piangiamo già troppi
a gridare vendetta verso il cielo.
Rendiamo vigoria al nostro futuro
da prosperare un mondo migliore,
senza conflitti a regnar da padroni
ma con perenne pace del cuore.
