Da tempo non vi guardo
tremuli echi di sogni
da sempre impreziositi
dalle icone che il cielo
suggerisce agli sguardi
rapiti dall’idea
che la distanza
è spazio
di tempo consumato
e già dissolto.
Le lucide presenze misteriose
si mostrano alla vista
anche se l’esistenza
è già finita,
pure ne reca traccia,
la luce, quando abbraccia da lontano
la volta nero inchiostro
dello spazio.
Da tempo, il capo chino
guarda in basso
senza recare seme,
nella mente, di quanto,
Irrilevante, non trattiene.
Dell’aura
che proviene
dalle stelle remote
s’è smarrito il disegno,
s’è smarrito splendore
così vago e importuno
tra le tinte decise
di questa Terra amara
segnata dalle guerre
disabitata dai sogni
dimentica che rara,
la bellezza, è la cifra
del senso che traluce
oltre la fuga del tempo
dall’eterno che investe
il già trascorso.
