Falce di terra
sospesa nell’immenso nero,
nel misterioso astrale
silenzio lunare.
Immagini nuove,
d’una bellezza disarmante e infinita
che giunge agli occhi
di chi, oltre, sa guardare…
Facce e lati oscuri e sconosciuti,
lontani, eterni, finalmente svelati.
E noi,
così piccoli,
così fragili,
cerchiamo nello spazio
nuove emozioni,
disegnando nuove rotte
su orizzonti stellari…
Ma qui, sulla terra,
ci facciamo ancora la guerra,
costruiamo muri,
chiudiamo porti.
Ci crediamo padroni,
cancelliamo spesso
la dignità dell’uomo.
Con le nostre mani
che dividono,
con i nostri occhi
che rifiutano,
con i nostri cuori
che hanno imparato,
troppo spesso, a chiudersi.
Noi che,
pur vivendo
sotto lo stesso cielo,
abbiamo imparato
a spezzare le stelle
in frammenti di paura,
a tracciare confini sulla pelle
e difenderli con l’odio.
Mentre l’universo,
con la sua immensità,
non divide, non distingue,
e mai nessuno esclude…
E ci ricorda
che nell’abisso stellato
non esistono muri,
ma solo infiniti confini
da poter incontrare...
