Il sole al tramonto
accende le nuvole
con bagliori che sembrano sogni.
Li guardo svanire
passando dall’azzurro al rosa,
dal rosso al viola,
mentre la notte avanza
come un animale silenzioso
che inghiotte ciò che resta dei colori.
Nel buio affiorano luci sottili,
spilli che forano l’ombra,
trasformando il cielo in un giardino sospeso.
Non illuminano la terra,
ma l’anima di chi le ascolta.
E la meraviglia resta.
Nel silenzio riconosco le figure:
la grande Orsa e la sua compagna più piccola,
Orione, Cassiopea, e Vega che veglia su di me.
Non smetterei di contemplarle.
L’amore per queste distanze mute
apre il mio cuore,
e nel silenzio più profondo
sento un richiamo sottile,
un filo che mi sfiora,
come se oltre il buio
qualcuno sapesse il mio nome.
