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Maria Assunta Oddi - Luco dei Marsi, Aq

Sul palco del cielo s'affaccia

stanotte lo stupore dei miei occhi

sognando oltre le stanze del tempo

l'abbraccio azzurro tra Venere velata

e Giove regale nell'aria dormiente.

La forza vitale canta infinite armonie

sulla nebbia di latte delle galassie

a rallegrare l'anima assorta nei

vasti e insondabili segreti del cuore.

Quando le pupille abbagliate si fanno

specchio degli astri notturni

anch'io con loro erro nel moto eterno

dei pianeti sulle corde antiche delle lire

come libero veliero dentro sonori marosi.

E sono astro notturno splendente

a risanare nel sogno la ferita mia d'amore

al di là di struggenti nostalgie.

Tu forse non sai che nell'inquietudine

c'è sempre una luce che dona speranza.

Anche quando lascia una cicatrice

bruciante vale sempre la pena:

il dolore talvolta salva e mette le ali.

Immerso nello sguardo dell'universo

vivere di luce divina senz'ombra

come se fossi in Paradiso.

E cercare di restare in questo

magico luogo il più a lungo possibile

prima che al sorgere del sole l'incanto

svanisca nella bruma chiara dell'alba.