Sul palco del cielo s'affaccia
stanotte lo stupore dei miei occhi
sognando oltre le stanze del tempo
l'abbraccio azzurro tra Venere velata
e Giove regale nell'aria dormiente.
La forza vitale canta infinite armonie
sulla nebbia di latte delle galassie
a rallegrare l'anima assorta nei
vasti e insondabili segreti del cuore.
Quando le pupille abbagliate si fanno
specchio degli astri notturni
anch'io con loro erro nel moto eterno
dei pianeti sulle corde antiche delle lire
come libero veliero dentro sonori marosi.
E sono astro notturno splendente
a risanare nel sogno la ferita mia d'amore
al di là di struggenti nostalgie.
Tu forse non sai che nell'inquietudine
c'è sempre una luce che dona speranza.
Anche quando lascia una cicatrice
bruciante vale sempre la pena:
il dolore talvolta salva e mette le ali.
Immerso nello sguardo dell'universo
vivere di luce divina senz'ombra
come se fossi in Paradiso.
E cercare di restare in questo
magico luogo il più a lungo possibile
prima che al sorgere del sole l'incanto
svanisca nella bruma chiara dell'alba.
