Rifletto sul mondo
lungo l’argine della vita,
lo guardo agonizzare
e irrigidire le membra
tentando invano
di catturare il sole.
Poco è lo spazio rimasto al cuore
per intrecciare nuove tele
e comporre inedite storie.
Angusto è il cerchio
che dipana i tramonti
fino a precipitarli
nei buchi neri del dolore.
Dal mio angolo sull’argine
rifletto sull’infinito
e anch’io sbircio in alto.
Cerco quel minuscolo spiraglio di luce
che mi farà scorgere una cometa,
un appiglio
a cui aggrappare i miei occhi e ritrovare me stessa.
