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Rita Giovanna Cavicchi - Castiglione dei Pepoli, Bo

Una stella dispettosa

stava sempre in movimento

e la mamma, giudiziosa,

elargiva insegnamento.

È arcinoto che le stelle

hanno una collocazione,

ma la figlia un po' ribelle

non capiva la lezione.

Con il suo girovagare

si perdeva nello spazio:

senza tanto dilungare

diventata era uno strazio.

Non aveva posizione,

non trovava un punto fermo

finché vide una stazione

e, all'interno, un grande schermo.

È così che, lentamente,

con cautela e con stupore

scorse dentro della gente

e le prese il batticuore.

Lì davanti disse: “Evviva,

ho trovato quel che voglio!”

Era molto persuasiva

e lo disse con orgoglio.

Si attaccò a una navicella

e si fece trasportare.

Si schiacciò una pennichella

aspettando di arrivare.

Con un botto all'improvviso,

spaventoso come in guerra,

senza più nessun avviso

arrivata era la Terra.

Qui discesa guardò attorno,

ma nessuno la notava,

non le davano il buongiorno,

non dicevano sei brava.

La sua luce era sparita,

non riusciva a fare un passo,

si concluse la sua gita...

trasformata si era in sasso.