Una stella dispettosa
stava sempre in movimento
e la mamma, giudiziosa,
elargiva insegnamento.
È arcinoto che le stelle
hanno una collocazione,
ma la figlia un po' ribelle
non capiva la lezione.
Con il suo girovagare
si perdeva nello spazio:
senza tanto dilungare
diventata era uno strazio.
Non aveva posizione,
non trovava un punto fermo
finché vide una stazione
e, all'interno, un grande schermo.
È così che, lentamente,
con cautela e con stupore
scorse dentro della gente
e le prese il batticuore.
Lì davanti disse: “Evviva,
ho trovato quel che voglio!”
Era molto persuasiva
e lo disse con orgoglio.
Si attaccò a una navicella
e si fece trasportare.
Si schiacciò una pennichella
aspettando di arrivare.
Con un botto all'improvviso,
spaventoso come in guerra,
senza più nessun avviso
arrivata era la Terra.
Qui discesa guardò attorno,
ma nessuno la notava,
non le davano il buongiorno,
non dicevano sei brava.
La sua luce era sparita,
non riusciva a fare un passo,
si concluse la sua gita...
trasformata si era in sasso.
