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Sofia Liverani - Roma

È tramontato finalmente Arturo

che sempre tarda e con lui della flora

il colorato vegliar ch'è maturo

al passo dolce della gaia Kora.

 

Un soffio è 'l sonno sì candido e puro

che chi lavora la sera sol sfiora,

ma fulgida la Luna 'l cielo scuro

tanto sfacciata ruba e io non dormo ancora.

 

Pesanti cadon le palpebre mie,

fiacche, le membra mi chiedon pietà

perché lasci andar, stanco e sazio, il giorno;

 

poiché dell'indomani sono spie,

però, fatico a non guardar tali beltà

cui 'l ciel mi ha invitato a danzar torno.