Nel grembo del buio la galassia
affonda
come un vinile graffiato dal
tempo.
Le stelle tremano cenere bionda,
dispersa nel cielo da un lento
lamento.
I suoi bracci, vene d’un dio
morente,
trascinano lune, memorie,
naufragi
e la notte, piegata sui secoli,
sente
i nomi perduti degli antichi
viaggi.
Nel nucleo dorato arde in
silenzio
il dolore consunto di ere lontane.
E noi, minuscoli incendi nel
vuoto,
chiamiamo eterno ciò che già
svanisce,
senza capire che siamo
soltanto
l’eco di un fuoco disperso nel
nero,
un respiro remoto che il buio
trattiene
prima di spegnerlo
tra le mani fredde dell’alba.
