Michele Bruno - Altamura, Ba
Ammirare un cielo stellato mentre la luna riposa,
candida falce distesa sul velluto della notte,
bere con un solo respiro
i geroglifici di fuoco che le costellazioni intrecciano,
reti d’argento capaci di rapire gli occhi
come sirene sospese nell’etere.
Raccontare al cuore che palpita accanto,
piccola cometa prigioniera del grembo delle emozioni,
storie d’amore nate dalla polvere delle stelle,
che il respiro dell’universo custodirà
nelle cattedrali del tempo eterno,
dove ogni bacio diviene eco immortale.
Percorrere con l’immaginazione
orbite di luce e sentieri d’aurora,
oltre i giardini silenziosi delle galassie,
in un viaggio che la meraviglia
non riesce a contenere nelle sue mani,
come un oceano che trabocca dal firmamento.
Giungere infine alla periferia del cosmo,
dove il buio indossa il mantello dell’assoluto,
e trovarsi al cospetto di Dio,
antico faro acceso nel nulla infinito.
Domandarsi allora
se Egli custodisca davvero l’ultima porta,
la soglia segreta
oltre la quale anche l’infinito
si inginocchia al mistero.
Poeti tra le stelle - X ed.
119. LA SOGLIA DELL'INFINITO
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