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Giovanna Malara - Reggio Calabria

Ed arrivò il nulla. 

S'adagiò greve

sulle rosse guance della luna,

e l'assediò 

con un grigio velo di venerazione… 

Uno sbrego d'oscura intimità 

che spense d'un tratto

il mio cielo di poesia… 

 

Ma lei, scivolando leggera dietro le spalle di Gebel, sorrideva, 

volgendo uno spicchio di gibbo al mondo, 

illuminando i baci degli amanti, 

i versi dei poeti sognanti. 

Lasciava così acceso

un angolo del suo etere, 

assorbendo raggi di vita

da ogni cuore che la catturava. 

 

Benché di rossa mestizia

quel suo spicchio di gibbo, 

piacente fu alla mia ispirazione sospingerla 

con fantasia libera oltre la notte nera. 

E alta nel suo regno,

lei per me si fece cuna, 

con addosso le piume dorate

delle mie chimere.