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X EDIZIONE 2026

92. LA LINGUA DELLE STELLE

Michele Barbato - Pagani, SA

C’è un silenzio antico sopra le nostre voci,

un respiro infinito che non ha confini,

dove ogni luce è una domanda accesa

e ogni notte una pagina da leggere.

 

Abbiamo alzato gli occhi per non restare soli,

per capire se il buio fosse davvero vuoto,

ma il cielo ci ha risposto con scintille vive

che parlano senza bisogno di parole.

 

Ogni stella è un pensiero che attraversa il tempo,

un segreto custodito nella luce,

un frammento di eternità che cade lento

sulle nostre paure più umane.

 

E noi, piccoli e inquieti,

misuriamo distanze con numeri e sogni,

dividiamo l’infinito in formule precise

senza mai possederlo davvero.

 

Ma nella notte qualcosa ci unisce:

lo stupore, fragile e potente,

che ci rende simili ai primi sguardi

posati sul mistero del cielo.

 

Forse conoscere è soltanto avvicinarsi,

sfiorare l’ignoto senza spegnerlo,

restare sospesi tra ciò che sappiamo

e ciò che ci chiama da lontano.

 

Così il cosmo ci insegna a restare umani:

a cercare, a perderci, a rinascere luce,

a scrivere nel buio la nostra domanda

e chiamarla, semplicemente, poesia.