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Maddalena Barbato - Pagani, Sa

Da sempre alziamo gli occhi

come chi cerca una risposta

scritta in una lingua più antica

del tempo e del respiro.

 

Il cielo non è solo distanza:

è una ferita aperta di infinito

dove il buio si accende

per insegnarci a vedere.

 

Le stelle non brillano per caso,

ma per ricordarci che esistiamo

oltre il confine fragile

di ciò che possiamo capire.

 

Gli astronomi ne raccolgono i numeri,

i poeti ne ascoltano il battito,

e tra formule e sogni

si costruisce il senso.

 

Ogni luce che arriva da lontano

è una domanda che viaggia,

un pensiero sospeso

che trova casa nei nostri occhi.

 

E noi, minuscoli e immensi,

impariamo a restare in silenzio

davanti a ciò che non finisce

eppure ci attraversa.

 

Forse conoscere è questo:

non dominare il cielo,

ma lasciarsi abitare

dalla sua eterna meraviglia.

 

Così nasce la luce:

quando luomo guarda luniverso

e riconosce, tremando,

di farne parte.