Tra i rami del pino
galleggi, Gran Carro di stelle,
oscilli in cielo
tra il canto del chiurlo
ritmato, ininterrotto,
che va confusamente
cercando compagnia
e che ascolti da sempre
e perennemente lo compassioni,
solitariamente nel
silenzio, nel buio,
nella distanza,
che' pure tu volteggi
silenziosamente
nell'eterna orbita,
nel ricordo del distacco
primordiale e del chiù
capti solo tu
il lamento d'amore di lassù
ma non canti, non cerchi
altre assonanze,
se non quelle che sfiorano
gli occhi distratti degli uomini.
