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Simona Mancini - Roma

Stirpe sveva e cuor normanno

in un solo uomo stanno

che in sé unì ben due corone

e del suo mondo fu “padrone”.

 

Federico fu, il Secondo,

detto lo “stupor del mondo”

per la mente che ha sì aperta,

di ogni cosa alla scoperta.

 

Bei castelli edificò,

e in alcuni si recò;

altri invece furon segno

di uno splendido disegno.

 

Così fu Castel del Monte

da cui scorgi l’orizzonte

così immenso ed infinito

per lo sguardo indefinito.

 

A Palermo pose corte,

mai pensò alla propria sorte;

e le poesie dei siciliani

sono i primi testi italiani.

 

Resta un grande imperatore,

associato allo Stupore…

Lo Stupore sempre eterno

anche nel mondo moderno.

 

Oggi a volte ci stupiamo

e pur ci meravigliamo

per le cose che non vanno

e che noi sentiam per danno.

 

Non è questo lo Stupore:

è ciò che sentiam nel cuore,

ciò che noi non ci aspettiamo

e per cui ci emozioniamo.

 

È come il sale della Terra:

l’entusiasmo dissotterra,

anche in pessima salita

ci fa riscoprir la vita.